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acqua-risorgivaIl Sentiero Natura inizia dal fabbricato colonico Cà Marenda, dirigendosi verso sud lungo la vecchia strada poderale. A destra la sorgente Beverara, a sinistra sul prato la Stazione Metereologica e dei grossi gelsi (morari) secolari. Lungo la strada si notano in destra e in sinistra le siepi di vecchio e nuovo impianto, e in uno spiazzo la grossa tubazione in un pozzo profondo m. 130, emergente dal terreno.

Proseguendo sulla destra una grande zona recentemente imboschita formante il nuovo Bosco planziale composto di circa 20.000 piante di quercia del tipo farnia e ai bordi di esso la lunga tubazione sporgente dal terreno di un pozzo "spia" (piezometro) con una capannina alla sommità, nella quale uno strumento misura e registra il livello dell'acqua sotterranea.

Verso la fine della strada, ad una curva si può notare alla sinistra la sorgente dell'Albera e alla destra un'antica quercia.

Alla fine, si incrocia un'altra strada campestre che attraversa un fossato che defluisce le acque delle risorgive.

Dirigendosi a sinistra, verso est, fiancheggiando un'altra zona piantumata con circa 5.000 esemplari di farnia si arriva nella zona intereressata dai fabbricati idraulici. Tra di essi il vecchio fabbricato di presa costruito nel 1887 che alloggia 50 pozzi, e all'esterno di esso dentro una cameretta sotterranea si possono vedere dei vecchi pozzi che erogano acqua spontaneamente da oltre un secolo.

Proseguendo lungo la strada in direzione nord si fiancheggia sulla destra una fitta siepe di biancospino e acero campestre e alla sinistra i terreni a prativo che producono spontaneamente erba da foraggio. A circa metà percorso si devia sulla sinistra, lungo un sentiero, lastricato e ombreggiato da due grossi gelsi secolari, che porta al bacino della sorgente Boiona. Questa risorgiva è una delle più caratteristiche della zona e contribuisce con le sue acque ad alimentare il fiume Bacchiglione che inizia il suo alveo circa un chilometro più a valle.

Ritornando indietro ci si riporta sulla strada poderale e fiancheggiando un folto boschetto di aceri campestri si ritorna al fabbricato colonico.